Perché l’ho rifatto
Il mio sito precedente era un curriculum online, nato quando ho deciso di cambiare lavoro. Ha fatto bene il suo lavoro, e mi piaceva ancora, ma non mi rappresentava più: diceva molto della mia carriera e poco di me.
Ora sono nella mia fase AI, faccio tanti esperimenti, e volevo un sito che li raccontasse, e che raccontasse chi sono oggi.
Partire da chi sono
Prima del sito mi serviva una brand identity: una base per presentarmi in modo coerente, nel lavoro e sui social. La proposta di Gemini era fatta di colori, font e idee generiche, senza niente della mia essenza. Il riscontro di ChatGPT è stato più acuto: per decidere un’identità dovevo prima capire chi sono. Da quella conversazione è nato un vero documento di brand identity, e con lui il tema di tutto il sito: la curiosità.
Da lì è nata anche l’idea del Lab, un posto per i miei esperimenti. Oggi molti riguardano l’AI, ma la curiosità potrebbe portarmi altrove.


Come l’abbiamo costruito
Ho dato tutto questo materiale a Claude Code e gli ho chiesto di analizzare il mio sito WordPress esistente. Poi abbiamo deciso insieme sezioni, colori e font. Mi sono anche assicurata che la struttura fosse solida, con attenzione a SEO e GEO, cioè all’ottimizzazione per le ricerche con l’AI.
Siamo partiti dalla homepage, poi siamo passati a una copia locale del sito in WordPress, sul mio Mac, e abbiamo continuato a rifinire. Lungo la strada sono arrivati i dettagli giocosi: una linea che si forma da sola quando resti ferma sulla pagina, una che puoi disegnare tu in alto e un dado in fondo a ogni progetto che ti porta a un altro esperimento a caso e un piccolo gioco per chi capita su una pagina che non esiste.
Il curriculum è un breve riassunto in homepage e una pagina completa per chi vuole saperne di più. Il Lab è una selezione di quello che faccio con l’AI: per privacy, e perché non tutto vale la pena di essere letto. Spero che aiuti chi si avvicina all’AI a capire cosa si può fare. Qui trovi quello che faccio io, non tutto ciò che è possibile: è l’esperienza che ho maturato finora e che mi va di condividere. Tra sei mesi ne avrò di più, e ci sarà altro da raccontare.
Cosa ho imparato
La prima cosa che ho imparato riguarda la brand identity. La mia non è quella di un professionista: il logo, la favicon e la grafica sono semplici. Ma il lavoro mi ha aiutata a mettere a fuoco il mio punto centrale, la curiosità.
La seconda riguarda il tempo. Mi aspettavo che l’AI mi facesse andare più veloce. Invece costruire il sito, e scrivere da zero tutti gli articoli del Lab, ha richiesto decine di ore, e il lavoro non è ancora finito.
La terza: l’AI aiuta, ma non ti sostituisce. Il pensiero resta tuo, ed è la parte che conta.