Erika Gherardi
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Il sito che stai guardando

Un tema WordPress costruito con l'AI per raccontare dove mi porta la curiosità.

Tipo
Web
Anno
2026
Strumenti
Claude Code, ChatGPT, Gemini, WordPress

La domanda

Un sito può raccontare chi si è oggi, e non solo cosa si è fatto?

L'esperimento

Ho definito una brand identity con Gemini e ChatGPT, poi ho costruito un tema WordPress su misura con Claude Code, partendo dalla homepage, e ho dedicato un'intera sezione, il Lab, ai miei esperimenti.

Il risultato

Un sito sobrio e minimale costruito intorno alla curiosità, con un curriculum, un Lab e qualche dettaglio giocoso. Continuerà a cambiare, come me.

Cosa ho imparato

L'AI fa risparmiare fatica, non pensiero: decine di ore e ancora non è finita, perché il pensiero resta a me.

La storia completa

Perché l’ho rifatto

Il mio sito precedente era un curriculum online, nato quando ho deciso di cambiare lavoro. Ha fatto bene il suo lavoro, e mi piaceva ancora, ma non mi rappresentava più: diceva molto della mia carriera e poco di me.

Ora sono nella mia fase AI, faccio tanti esperimenti, e volevo un sito che li raccontasse, e che raccontasse chi sono oggi.

Partire da chi sono

Prima del sito mi serviva una brand identity: una base per presentarmi in modo coerente, nel lavoro e sui social. La proposta di Gemini era fatta di colori, font e idee generiche, senza niente della mia essenza. Il riscontro di ChatGPT è stato più acuto: per decidere un’identità dovevo prima capire chi sono. Da quella conversazione è nato un vero documento di brand identity, e con lui il tema di tutto il sito: la curiosità.

Da lì è nata anche l’idea del Lab, un posto per i miei esperimenti. Oggi molti riguardano l’AI, ma la curiosità potrebbe portarmi altrove.

Un collage generato con l'AI per lo studio del brand: un grande ritratto con il nome Erika Gherardi, i ruoli Program Manager, Sales Trainer ed Experimenter e cinque parole chiave, accanto a quattro ritratti di prova sfocati con brevi note scritte a mano e a macchina.
Uno studio del brand fatto con ChatGPT: i ruoli, le parole chiave, il tono. È tutto generato con l’AI, e si vede che non sono proprio io. I ritratti più piccoli sono sfocati apposta: sono solo prove delle pose che il sito potrebbe usare.
Una moodboard del sito generata con l'AI, disegnata come la pagina di un quaderno: idee per il logo, una palette di colori, icone, la struttura delle pagine, un layout della homepage e la sezione Lab.
Una moodboard del sito, anche questa fatta con l’AI: idee per il logo, palette, struttura delle pagine e una prima idea della homepage e del Lab.

Come l’abbiamo costruito

Ho dato tutto questo materiale a Claude Code e gli ho chiesto di analizzare il mio sito WordPress esistente. Poi abbiamo deciso insieme sezioni, colori e font. Mi sono anche assicurata che la struttura fosse solida, con attenzione a SEO e GEO, cioè all’ottimizzazione per le ricerche con l’AI.

Siamo partiti dalla homepage, poi siamo passati a una copia locale del sito in WordPress, sul mio Mac, e abbiamo continuato a rifinire. Lungo la strada sono arrivati i dettagli giocosi: una linea che si forma da sola quando resti ferma sulla pagina, una che puoi disegnare tu in alto e un dado in fondo a ogni progetto che ti porta a un altro esperimento a caso e un piccolo gioco per chi capita su una pagina che non esiste.

Il curriculum è un breve riassunto in homepage e una pagina completa per chi vuole saperne di più. Il Lab è una selezione di quello che faccio con l’AI: per privacy, e perché non tutto vale la pena di essere letto. Spero che aiuti chi si avvicina all’AI a capire cosa si può fare. Qui trovi quello che faccio io, non tutto ciò che è possibile: è l’esperienza che ho maturato finora e che mi va di condividere. Tra sei mesi ne avrò di più, e ci sarà altro da raccontare.

Cosa ho imparato

La prima cosa che ho imparato riguarda la brand identity. La mia non è quella di un professionista: il logo, la favicon e la grafica sono semplici. Ma il lavoro mi ha aiutata a mettere a fuoco il mio punto centrale, la curiosità.

La seconda riguarda il tempo. Mi aspettavo che l’AI mi facesse andare più veloce. Invece costruire il sito, e scrivere da zero tutti gli articoli del Lab, ha richiesto decine di ore, e il lavoro non è ancora finito.

La terza: l’AI aiuta, ma non ti sostituisce. Il pensiero resta tuo, ed è la parte che conta.