Erika Gherardi
Realizzato

Luna dal veterinario

Un breve video d'animazione su quando ho portato la mia gatta, Luna, dal veterinario, fatto interamente con l'AI.

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Tipo
Contenuti
Anno
2025
Strumenti
ChatGPT, Gemini, Google Veo, Adobe Firefly, Envato Elements, Premiere

La domanda

Cosa c'è di difficile, e cosa di facile, nel fare un intero video con l'AI?

L'esperimento

Ho disegnato lo storyboard a mano e l'ho sviluppato in 14 scene con ChatGPT, ho generato le clip con Google Veo, Adobe Firefly ed Envato Elements e le ho montate in Premiere con musica ed effetti sonori.

Il risultato

Un video tenero di 1 minuto e 8 secondi, con dentro tutto quello che volevo, e una lezione chiara su quello che il video con l'AI non sa ancora fare da solo.

Cosa ho imparato

La parte difficile è la coerenza: la stessa gatta, le stesse persone, gli stessi luoghi da una clip all'altra. Le immagini di riferimento aiutano, ma uno strumento che struttura e collega le scene farebbe meglio.

La storia completa

Il video: 1 minuto e 8 secondi, realizzato interamente con l’AI.

Perché l’ho fatto

Come fai a esorcizzare la preoccupazione quando il tuo animale domestico inizia ad avere problemi di salute? Quando devi portarlo spesso dal veterinario dentro un trasportino e sentirlo piangere per tutto il tragitto? Quando è terrorizzato davanti al veterinario?

Onestamente non lo so. Non so quale sia il metodo giusto. So solo che, quando è capitato a me, ho deciso di creare un video con l’AI.

Trasformare una brutta situazione in un brevissimo video mi è sembrato un buon modo per elaborarla.

Come l’ho fatto

Luna dal veterinario non è il mio primo esperimento di video generati con l’intelligenza artificiale. Avevo già provato qualche volta, ma nulla di complesso: un prompt, una clip.

Un video vero e proprio, però, non è composto da una sola scena: deve raccontare una storia, con personaggi riconoscibili, ambienti ricorrenti, un filo logico che aiuti a capire il senso di quello che succede. Ecco perché sono partita da uno storyboard disegnato a mano su iPad, con piccoli riquadri che raccontavano in sintesi cosa doveva succedere in ogni scena. Una volta pronto, ho lavorato le scene con ChatGPT così da ottenere le descrizioni di ognuna e i rispettivi prompt.

Poi sono arrivate le clip. Alcune create con Google Veo, altre con Adobe Firefly e altre ancora con Envato Elements, nel tentativo di sfruttare al meglio i vari abbonamenti ma anche di aggirare i loro limiti. Ogni piattaforma, infatti, prevede un numero limitato di video o di crediti e questo mi ha costretto, per finire nel più breve tempo possibile, a passare da una piattaforma all’altra.

Una volta ottenute le 14 clip che compongono Luna dal veterinario, le ho assemblate con Adobe Premiere Pro aggiungendo transizioni, effetti audio, musica e tutto il necessario a rendere quell’insieme di video generati con l’AI qualcosa di più vicino a un corto animato.

La difficoltà più grande

Generare una clip con l’AI è facile, creare un intero video è tutta un’altra storia, soprattutto perché l’AI ha un problema: la persistenza del soggetto. Mantenere il soggetto uguale di clip in clip è più difficile di quanto sembri, ed è altrettanto difficile fare in modo che il soggetto sia identico a se stesso quando devi solo correggere piccoli elementi all’interno della clip: una posa sbagliata, un dettaglio fuori posto, un tempismo errato. Anche le correzioni più insignificanti portano ad avere protagonisti che non si somigliano. E questo succede anche in Luna dal veterinario.

Ho iniziato a capire l’approccio giusto quando ormai ero in una fase avanzata della lavorazione: creare modelli dei protagonisti, degli ambienti e degli oggetti ricorrenti da dare in pasto all’AI insieme ai prompt aiuta molto e aiuta molto anche avere prompt estremamente dettagliati e possibilmente in inglese, lingua che per l’AI è più facile da comprendere.

Tutte queste cose comunque difficilmente basteranno. Se c’è una cosa che ho imparato è che c’è un motivo se esistono strumenti complessi come Google Flow o il Cinematic Studio di Higgsfield: per ottenere un risultato convincente ti serve uno strumento che sia nato per quello. Che non rende le cose facili, sia chiaro, ma le rende più strutturate e fattibili.