Il bisogno
Negli ultimi mesi i miei colleghi, e i clienti che seguiamo, mi hanno chiesto una mano in occasioni e in modi molto diversi. Con l’AI ho potuto rispondere a richieste che prima avrebbero richiesto uno sviluppatore esterno: pagine web, moduli, database, presentazioni.
Questi sono i tre progetti di cui mi sono occupata finora.
Un test con dati anonimi
Un cliente aveva bisogno di un test online per un tour di eventi: una pagina che permettesse di raccogliere dati a scopo di ricerca in modo del tutto anonimo e, in un database separato, le email di chi voleva ricevere un ringraziamento a fine evento.
Il test l’abbiamo costruito insieme, io e Claude Code, partendo dalle domande fornite dal cliente. Il lavoro vero è stato inserirlo nel sito ufficiale dell’azienda, che è in WordPress: ho creato una pagina con Elementor e ci ho caricato il codice HTML, che richiamava due moduli Forminator, uno per le risposte e uno per le email. Così i due database restavano separati e le risposte non potevano essere ricollegate alla persona.
Prima di iniziare, chi partecipava poteva leggere l’informativa sulla privacy, collegata al modulo e approvata anche dal legale del cliente, che spiegava a cosa servivano i dati: la ricerca da una parte, l’invio del ringraziamento dall’altra.
A fine tour i dati sono stati aggregati con uno strumento locale costruito con Claude, che non ha mai visto i dati originali, così da preparare un report che unisse l’esperienza sul campo (quella della collega che ha seguito tutte le tappe, delle hostess e dei partecipanti) all’analisi dei dati. Anche l’email di ringraziamento, inviata con Brevo, è nata con l’aiuto dell’AI.
Una landing page per le iscrizioni
Per un altro cliente serviva raccogliere le iscrizioni a degli eventi interni, con più informazioni del solito: oltre a nome e cognome, anche le allergie, la provenienza e altri dettagli utili a organizzare l’evento. Ho costruito una landing page con un modulo che raccoglieva tutto in un unico posto.
Anche per questa pagina c’era un’informativa sulla privacy da collegare al modulo: non è stato quindi solo un lavoro di costruzione e raccolta, ma anche un’occasione per capire meglio come si gestiscono i dati.
Un nuovo company profile
L’ultimo progetto è per i miei colleghi, e l’approccio è stato diverso. Sono partita dalle grafiche dei social dell’azienda, rifatte da poco per dare un look più moderno, e le ho date a Claude Design per creare un design system. Da lì ho chiesto una presentazione generica, senza i contenuti dei vari reparti, solo per capire se l’impostazione funzionasse. Quando gli elementi generali mi sono sembrati giusti, ho usato il design system per costruire la presentazione vera, che ho poi rivisto e sistemato a mano, raccogliendo i feedback dei colleghi.
È ancora un lavoro in corso: l’idea è trasformarla in un template, così che i colleghi possano lavorarci sopra in autonomia.
Cosa ho imparato
Facendo progetti così diversi ho imparato a usare sempre meglio Claude Design e, con il company profile, a capire cosa posso delegare all’AI e cosa è meglio che faccia io: le rifiniture finali, ad esempio, sono tutte mie.
Ho imparato anche a muovermi con più sicurezza tra GDPR e informative sulla privacy, per assicurarmi che gli strumenti che costruisco rispettino sempre le norme.