
La richiesta
Fjona Cakalli, tech reporter, content creator e amica, voleva rinnovare il sito, che da più di cinque anni aveva sempre lo stesso aspetto. Così ci siamo chieste se l’AI, in particolare Claude Code, potesse farlo.
O meglio, che fosse possibile lo sapevamo. La vera domanda era un’altra: l’AI può creare un sito ben fatto, che abbia poco (o nulla) da invidiare a un sito professionale? Insomma, è possibile costruire un sito che non sembri il solito sito anonimo fatto con l’intelligenza artificiale?
Il sito prende forma
Siamo partite da 3 punti fermi: la brand identity di Fjona, il sito attuale (con quello che aveva senso tenere e ciò che invece Fjona avrebbe voluto togliere e modificare) e poi un paio di siti web di cui le piaceva la struttura.
A quel punto ho chiesto a Claude Code di provare a creare la homepage, senza sapere ancora quale sarebbe potuto essere il risultato finale. Ed è qui che Claude Code e qualche skill di design ci hanno sorprese: la prima versione, creata in poco più di mezz’ora, era già molto buona. Quindi sì, si poteva fare.
A quel punto è stato necessario prendere un po’ di decisioni: da quale piattaforma usare fino a quali elementi includere, passando per video, foto, testi, elementi in movimento e molto altro ancora. Un lavoro che ha richiesto parecchie ore di scambi con Claude Code, altrettante ore di test su un sito di staging e infine qualche ora per aggiustare la versione finale prima di mettere tutto online. Alla fine c’era tutto: dallo showreel alle puntate del podcast StoryTech, dai brand con cui Fjona ha lavorato agli YouTube Shorts, dalla mail di contatto ai dati strutturali per SEO e GEO.

Mi aspettavo che costruire un tema fosse un caos; con un’idea chiara, non lo è stato. Il risultato è su fjonacakalli.net.
Cosa ho imparato
Un tema WordPress su misura non è poi così dissimile dalle molte altre cose che ho costruito con l’AI: il codice per Claude Code è un gioco da ragazzi, ma come sempre devi sapere cosa vuoi. Una direzione chiara e riferimenti funzionali aiutano a dettare la linea e ad andare oltre la classica AI slop (i contenuti generici e anonimi fatti con l’AI).
Questo non significa che il risultato sia pari a quello di un web designer professionista, ma non è neppure così lontano. Senza contare che l’unica cosa che conta è la soddisfazione di chi quel sito l’ha commissionato, e i feedback che ho ricevuto da Fjona sono sempre stati più che entusiasti.